L’ Ascolto:una risorsa vitale

E’ stato un incontro esperienziale, basato su alcune
simulazioni.
E’ iniziato con un giochino di presentazione. A coppie,
uno fronte l’altro, ci si doveva presentare. Il comando da seguire era
che A si sarebbe presentato a B, per un tot di tempo, e B sarebbe stato
in silenzio. Scaduto il tempo viceversa!
E’ stato proprio questo l’esperimento, dare importanza
solo all’ascolto.
Vi invito a provare ad ascoltare uno sconosciuto
per 3-4 minuti senza dire niente. Vi assicuro che è faticossissimo. A
volte viene la curiosità di approfondire un qualcosa detto
dall’interlocutore, o semplicemente annuire. e il non poterlo fare…
non lascia “godere” il momento.
Il passaggio successivo è stato
presentare a tutti l’altro. Ognuno doveva non presentare se stesso, ma
colui che aveva ascoltato, dimostrando capacità di “ascolto”, senza
aggiungere nulla di proprio.
Questo per rompere il ghiaccio.
E’
emerso da parte di tutti i partecipanti, un’ottima esperienza di
ascolto, anche se difficile da gestire proprio a causa del comando dato.
Da
questo “giochino” sono emerse inoltre le aspettative dei genitori, nei
riguardi del corso, ossia riuscire a migliorare il rapporto con i propri
figli.
Altro aspetto emerso dalle varie presentazioni, per la
totalità, dei genitori presenti (!!!), è stato il rapporto che questi
adolescenti hanno con la scuola: pessimo.
Il fine di tutto è arrivare
a stare meglio noi per stare meglio con loro.
Bisogna lavorare sulle
risorse di ciascuno, potenziandole. Rafforzare noi stessi per
affrontare meglio “rapporti difficili”.
Una risorsa
in generale importante è appunto quella dell’ascolto.
Un altro tipo di esercizio simulativo fatto, ha
evidenziato quanto “poco” si ascolta e quanto il nostro ascoltare sia
“viziato” da pregiudizi o da conclusioni affrettate. E’ l’errore
che spesso si fa anche con gli adolescenti, e in generale con gli
altri: non si coglie la differenza che c’è tra un “atteggiamento
sbagliato” ed essere una “persona sbagliata”. Distinguere sempre ciò che
fai da ciò che sei.
La conclusione è stata
formulare delle “regole di ascolto”
- non distrarsi mai e guardare
negli occhi sempre;
- non giudicare, il giudizio va sempre evitato
-
essere autentici, non fingere di essere altro magari per risultare agli
occhi del figlio perfetti!
- rispettare l’altro, l’altro è una
persona, nel caso del figlio, in crescita e va rispettata, che non vuol
dire accettare quello che fa sempre, ma rispettarlo per quello che è;
-
unirsi di empatia per capire veramente quello che l’altro mi sta
dicendo. Cercare di mettersi nei panni dell’altro senza confondermi
nell’altro.


















































