Comunicare vuol dire:

Comunicare vuol dire rispondere ad un bisogno per cui “le chiacchiere non stanno mai a zero”, per riprendere un ,modo di dire diffuso figlio delle nostra cultura.
Accogliere il problema dell’altro non risolverlo. La comunicazione non è richiesta di aiuto all’inizio e non richiede una risposta immediata alla soluzione del problema, ma una comunicazione richiede solo di essere accolta.
Ascolto = lo spazio concesso all’altro.
Prima viene l’accoglienza poi semmai in un secondo tempo la risoluzione all’eventuale problema, Ma la comunicazione non nasce dal bisogno della risoluzione del problema.
LA COMUNICAZIONE
E’ una forma di interazione sociale comunicativa tra persone che intendono mettere in comune una parte di loro conoscenza. Non è una semplice trasmissione di informazioni, ma una forma di condivisione dove il significato che emerge non è stabilito a priori.
Comunicazione come condivisione
Il processo di comunicazione è finalizzato alla messa in comune di due o più interlocutori, di esperienze, informazioni, emozioni ecc.
Per una efficace comunicazione ci vuole:
- volontà
- motivazione
La comunicazione in caso di mancata volontà e motivazione è una comunicazione falsa, o comunque inefficace e sterile, o semplice comunicazione oggettiva.
Nella comunicazione è la Logica dello Scambio che deve prevalere rispetto alla Logica del Possesso.
La comunicazione come sfida è un errore comunicativo, cercare sempre il colpevole, chi è stato? Perché è successo?
L’unica certezza è che NON SI PUO’NON COMUNICARE.
Anche il silenzio è comunicazione. Le parole, il silenzio, l’attività, l’inattività hanno tutti il valore di messaggio (P. Watzlawick 1971)
COMUNICAZIONE VERBALE
E’ la più importante e difficile.
L’individuo sente qualcosa = manda messaggi non verbali = è consapevole del bisogno = a quel punto esterna verbalmente.
La comunicazione nasce da un bisogno


















































