Comunicare

LA CODIFICA
L’individuo sente un bisogno (ha fame) = codifica = messaggio verbale = ho fame
Non sempre lo stesso soggetto riesce a comunicare verbalmente il proprio bisogno (es. a scuola un bimbo ha fame e alla maestra chiede di uscire ed andare al bagno perché non riesce a verbalizzare il proprio bisogno per diversi motivi)
Ecco che diventa importante da parte dell’adulto una decodifica giusta.
La codifica è la fase in cui si scelgono i codici verbali per esprimere bisogni e sentimenti.
QUALE DECODIFICA?
Esempio: una ragazza riceverà domani un pagellino inadeguato esprime quindi
Preoccupazione e frustrazione
CODIFICA = “senti io esco tanto…….”
DECODIFICA
1. “ma come domani hai il pagellino ed esci….”
2. “guarda tuo fratello come studia quando sa che deve recuperare….”
3. “sei scoraggiata…..”
Naturalmente il terzo atteggiamento del genitore è la decodifica giusta.
La comunicazione è apertura (ascolto attivo), consente di continuare la comunicazione.
Domandare il perché? Costringe l’altro alla chiusura molto meglio “mi piacerebbe parlarne con te……” le domande chiuse, chiudono la comunicazione.
“Sei preoccupato…….” (lasciare aperta la comunicazione non lo diciamo come una affermazione o come un dato di fatto)
LE BARRIERE ALLA COMUNICAZIONE
Ci sono alcuni atteggiamenti e modi di interagire (cf Gordon) che, quando non sono preceduti da una fase di comprensione empatica, finiscono per diventare ostacoli:
- ORDINARE, COMANDARE, ESIGERE
- AVVISARE, MINACCIARE
- FARE PREDICHE
- DARE SOLUZIONI
- FARE ARGOMENTAZIONI LOGICHE
- DEFINIRE, STEREOTIPARE
- FARE SARCASMO
- IDENTIFICAZIONE
STIMOLI ALLA COMUNICAZIONE
- ascolto passivo
- cenni di attenzione
- espressioni facilitanti
- feed back (segnali di richiamo continui)
- comunicazione descrittiva
- comunicazione rappresentativa
- riformulazione


















































