Bullismo-parte 1

BULLISMO
E’ un comportamento di un ragazzo o un gruppo di ragazzi (maschi e femmine in egual misura) che mettono in atto azioni offensive ripetute nel tempo nei confronti di un soggetto vittimizzato o prevaricato.
Il dato che risulta dal punto di vista psicologico è la mancanza di rimorso per quello che succede, i ragazzi non capiscono che è un illecito e di conseguenza non hanno nessun atteggiamento a posteriori di rimorso interiore.
Colui che mette in atto comportamenti di aggressione verso un coetaneo ha 3 condizioni
1. l’intenzionalità
2. persistenza nel tempo
3. disequilibrio (sceglie sempre una vittima non a caso, ma chi sente inferiore o comunque più debole)
Esiste poi oggi il fenomeno del CYBERBULLYNG ossia pubblicare filmati con atti bullistici via internet.
PROFILO DEL GIOVANE BULLO
1. aggressività latente, anche con gli adulti (genitori e insegnanti) non solo verso i coetanei
2. atteggiamento positivo verso la violenza
3. bisogno di dominare l’altro
4. opinione positiva di sé. (Nella realtà lavorando con questi ragazzi vi è la totale disistima di loro stessi)
5. appaiono indifferenti alle condizioni di sofferenza in cui pongono le loro vittime (assenza di rimorso)
6. l’azione prevaricatrice tende a perpetuarsi grazie all’ottenimento di “benefici concreti”, quali sigarette, denaro, merendine (fenomeno riscontrato anche alle scuole elementari) oltre che di prestigio agli occhi dei complici spettatori
7. ama circondarsi di due o tre coetanei che tendono a non prendere l’iniziativa ma a sobillare e a sostenere la condotta del primo (bullo passivo-correità)
In generale caratterizzato da un modello reattivo aggressivo associato a forza fisica (Olweus, 1993)
Atteggiamento omissivo è oggi colpevole altrettanto ( e di questo i ragazzi proprio non ne hanno consapevolezza)


















































